La storia delle isole Baleari

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Nel Mar Mediterraneo occidentale si trovano le isole Dell’arcipelago delle Baleari, formato da……

Palma di Maiorca isola capoluogo delle Baleari

isola delle Baleari Palma di Maiorca

Maiorca è la principale isola dell’arcipelago delle Baleari, la sua città principale Palma di Maiorca e capoluogo delle isole Baleari. Rappresenta uno dei principali centri turistici delle Baleari, apprezzato per le spiagge, i divertimenti e la vita notturna, ricco di alberghi e villaggi turistici. Maiorca ha una popolazione di 873,414 abitanti (2011), è la più popolosa isola delle Baleari.

La storia dell’Isola di Maiorca

-Epoca pre-romana-

Resti dell’era preistorica sono stati ritrovati nelle località di Sòller e Valldemossa, i più antichi datati attorno all’anno 5200 a.C. Sono state ritrovati altresì resti di colonizzazioni di greci, fenici e cartaginesi. Soprattutto con questi ultimi i rapporti erano intensi: gli abitanti di Maiorca furono assoldati come mercenari da Cartagine nelle Guerre Puniche. La tradizione vuole che i soldati Maiorchini non volessero essere ricompensati con soldi, ma con donne e vino.

Epoca romana

I Romani in differenti occasioni avevano tentato di conquistare l’isola, per evidenti ragioni strategiche, però erano sempre stati respinti dagli abitanti, finché nel 123 a.C. il console Quinto Cecilio Metello Numidico sbarcò e vinse le resistenze e fondò le prime due colonie romane: Palma e Pollentia. Verso la fine dell’impero romano il cristianesimo arriva sull’isola.

Età medievale e moderna dell’isola più grande delle Baleari

Nell’anno 425 l’isola fu invasa dai Vandali e saccheggiata. Questa popolazione barbara si fermò sull’isola fino all’anno 534, quando il generale bizantino Belisario riconquistò l’intero arcipelago baleare.

Nel 707 i maomettani sbarcarono sull’isola per la prima volta: a questo seguirono due secoli di incertezza finché a partire dal 903 Maiorca cadde definitivamente nelle mani della dinastia degli Omayyadi. Secondo le cronache, l’ultima fortezza cristiana a capitolare fu il castello di Alaró. Sotto gli arabi l’isola visse un periodo molto fiorente nel quale crebbe l’influenza della città di Medina Mayurqua, l’attuale città di Palma.

Nel 1115 una spedizione punitiva pisano-catalana attaccò l’isola in rappresaglia per le attività di pirateria che vi trovavano riparo. Dopo aver saccheggiato e parzialmente distrutto Medina Mayurqa in assenza di Ramón Berengario III, la spedizione fuggì alla vista dei rinforzi nemici provenienti dall’Africa. L’isola rimase nelle mani della famiglia Banu Ganiya che incoraggiò la pirateria contro le navi cristiane. Nel 1203 gli arabi si reimpossessarono di Maiorca e nel 1208 designarono governatore Abù Yahya, il quale formò un principato semi-indipendente solo formalmente sottomesso all’emiro.

L’isola fu conquistata definitivamente al cristianesimo dal re Giacomo I d’Aragona che sbarcò nell’isola nel 1229, sconfisse Abù Yahya nella battaglia di Portopi del 13 settembre e conquistò l’attuale città di Palma nel 1230, fino alla definitiva resa musulmana nel 1231. Molti degli sconfitti furono massacrati, altri ripararono in Africa o furono fatti schiavi e l’isola venne ripopolata da catalani provenienti in prevalenza da Rosselló.

Nel suo testamento, il re Giacomo creò il Regno di Maiorca (“regnum Maioricarum et insulae adyacentes”), vassallo del Regno di Aragona, includendo non solo Maiorca ma anche le altre isole dell’arcipelago, ancorché fossero ancora governate da musulmani. Alla sua morte, avvenuta nel 1276, il figlio Giacomo II di Maiorca prese il suo posto ed emise la Carta delle Franchigie. Il regno rimase indipendente per poco tempo perché nel 1349 fu nuovamente incorporato al Regno di Aragona. La morte del re Giacomo III di Maiorca nella battaglia di Llucmajor decise la fine del Regno di Maiorca sebbene la figlia di questi, Isabella, stabilitasi nel castello di Gallarques vicino a Montpellier, si fosse proclamata Regina fino alla propria morte, avvenuta nel 1404.

Ai tempi di Carlo V d’Asburgo nel 1521 si produsse una sollevazione simile a quella del Regno di Valencia, durante la quale gli insorti arrivarono a circondare Alcùdia, dove si era rifugiata la nobiltà dell’isola.

Durante il secolo XV l’isola, come il resto delle Baleari e la costa est, soffrì gli attacchi dei pirati turchi e berberi, mentre durante la guerra di successione spagnola si schierò con l’arciduca Carlo d’Austria, contro Filippo d’Angiò.

Fonte Wikipedia

Minorca

storia dell'isola delle baleari minorca

Minorca con una popolazione di 86 697 abitanti è la seconda isola per estensione dell’arcipelago delle isole Baleari, situata ad est di Maiorca, ha una lunghezza di circa 48 km ed una larghezza massima di 16 km. L’isola è stata dichiarata dall‘UNESCO riserva della biosfera.

L’epoca romana e pre-romana

Alcuni anni prima del 252 a.C. Minorca venne invasa dai cartaginesi divenendo così una colonia punica[1]. Dopo la fine delle guerre puniche la pirateria nel Mediterraneo occidentale subì un incremento grazie alla posizione strategica delle isole Baleari, fra la penisola iberica, appena conquistata dai romani, e quella italiana. La reazione romana non si fece attendere e nel 123 a.C. le isole Baleari furono occupate dai romani agli ordini del console Quinto Cecilio Metello. Due anni dopo venivano incorporate nella Hispania Citerior. Nel 13 a.C. Cesare Augusto riorganizzò il sistema delle province romane e le isole Baleari divennero parte della provincia imperiale tarragonese.

Dai Vandali ai musulmani

Nel V secolo Minorca fu conquistata, con le altre isole, dai Vandali ma il dominio di questi durò fino alla conquista dei loro centri principali da parte dei bizantini. Verso l’anno 859 Minorca subì un attacco normanno che fu fonte di numerose distruzioni.
Successivamente, con la conquista della Spagna peninsulare da parte degli arabi, Minorca fu assegnata al Califfato di Cordoba (903) ed il suo nome fu arabizzato in Manûrqa.
L’isola riprese la sua antica vocazione di rifugio per la pirateria, ora musulmana, cosicché nel 1137 una flotta genovese di 22 galere, sei navi e legni minori, agli ordini dei Oberto Della Torre e del console Caffaro compì a Minorca una spedizione punitiva, nota poi come impresa di Almeria, coronata da successo. Nel 1146 una seconda spedizione genovese, disposta sempre dal console Caffaro, e composta da 28 galere ed altre navi sussidiarie, sbarcò nell’isola fanti e cavalieri che sottoposero a saccheggio per quattro giorni i villaggi musulmani. Il tentativo di questi ultimi, usciti con la loro fanteria ed uno squadrone di cavalieri dal porto di Maó, di attaccare alle spalle le forze genovesi attendate sulle rive nella zona di Fornello di fronte alla quale erano ormeggiate le navi, non ebbe successo ed anche la capitale fu espugnata dai genovesi.

Il periodo aragonese

Nel 1231, dopo la riconquista di Maiorca da parte delle forze cristiane, Minorca divenne uno Stato islamico indipendente, sebbene tributario del re cristiano Giacomo I di Aragona. Il 17 gennaio 1287 gli aragonesi di Alfonso III invasero l’isola[2] e gran parte degli abitanti mussulmani furono ridotti in schiavitù e venduti sui mercati di schiavi di Ibiza, Valencia e Barcellona. Fino al 1344 l’isola fece parte del Regno di Maiorca, uno Stato vassallo di quello aragonese, che fu successivamente annesso all’impero aragonese e poi al regno unificato di Spagna.
Nel 1535 l’isola subì l’incursione del pirata Barbarossa e nel 1558 l’attacco del turco Mustafá Pialí distrusse la città di Maó e la capitale Ciudadella.

Fonte Wikipedia

Ibiza

Ibiza isola delle Baleari la sua storia

Eivissa ( Ibiza ) è la denominazione dell’isola in catalano, il solo nome che utilizzano i suoi abitanti, mentre per gli spagnoli e noi italiani essa è meglio conosciuta come Ibiza.

Nel 654 a.C. coloni fenici fondarono un porto nelle isole Baleari, chiamandolo Ibossim. Divenne noto fra i Romani (che lo chiamarono Ebusus) per il suo vino, marmo e piombo. I greci, che arrivarono a Ibiza durante il tempo del fenici, furono i primi a chiamare le due isole di Ibiza e Formentera Πιτυοῦσσαι (Pityûssai, “isole coperte dai pini”). Col declino fenicio dopo le invasioni assire, Ibiza passò sotto la protezione di Cartagine. L’isola produceva tinta, sale, salsa di pesce (il garum) e lana.

Un tempio per le offerte alla dea Tanit fu eretto nella caverna di Es Cuyram, e il resto delle Isole Baleari entrò nell’orbita commerciale di Eivissa dopo il 400 a.C. Ibiza divenne un notevole centro di traffici lungo le rotte del Mediterraneo. L’Iberia cominciò a stabilire le sue stazioni commerciali nella vicina Maiorca, da dove Cartagine reclutava come mercenari grandi quantità dei famosi guerrieri delle Baleari per le numerose guerre che combatteva.

Durante la seconda guerra punica l’isola fu assalita dai due fratelli Scipioni (Publio, padre dell’Africano, e Gneo Cornelio) nel 209 a.C. ma rimase fedele a Cartagine. Esauritasi la fortuna militare cartaginese sul continente iberico, Ibiza venne usata dal generale cartaginese Mago per radunare approvvigionamenti e uomini prima di navigare verso Minorca e quindi in Liguria. Ibiza riuscì a negoziare un trattato favorevole coi romani che le risparmiarono un’ulteriore distruzione e le permisero di sopravvivere con le sue istituzioni punico-cartaginesi fino ai giorni dell’Impero, quando divenne ufficialmente un municipio romano. Questa sopravvivenza fece di Ibiza un luogo eccellente per studiare la civiltà punico-cartaginese ai giorni nostri, ma trasformò l’isola in un sonnolento avamposto imperiale dato che divenne più distaccato dalle importanti rotte commerciali del tempo. L’isola fu conquistata da Giacomo I d’Aragona nel 1235.

Fonte Wikipedia

Formentera

formentera storia dell'isola delle baleari piu piccola

Formentera ha una superficie di 83,2 km²[1] e con i suoi 11.878 abitanti (dato 2015)[2] risulta essere l’isola meno popolata delle Baleari.

La sua storia 

La presenza di una stabile e continua popolazione a Formentera è documentata già alla fine del III millennio a.C., anche se per il momento non si sa quando iniziò la sua occupazione. A tale periodo corrisponde il sepolcro megalitico di Ca na Costa. Appartengono anche al periodo preistorico – anche se con una cronologia leggermente più tarda – i giacimenti di Cap de Barbaria I, II e III. Delle numerose testimonianze archeologiche dell’occupazione durante l’antichità, spicca il giacimento di Can Blai, una fortezza romana di epoca imperiale.

Dopo il periodo islamico, Eivissa e Formentera divennero parte della corona d’Aragona, nell’anno 1235. Tuttavia, le difficoltà di stabilire una nuova popolazione sull’isola peggiorarono dalla seconda metà del XIV secolo in poi, a causa degli effetti della peste nera e, successivamente, per la minaccia rappresentata dalla pirateria. I tentativi di ripopolare Formentera furono numerosi, ma non cristallizzarono fino alla fine del XVII secolo. Fu allora quando definitivamente si avviò il processo, già verificatosi nel corso del secolo XVIII con persone provenienti da Eivissa.

Fonte Pagina ufficiale di Formentera

 

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